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Accademia di Romania

P.za José de San Martin 1, Roma • Domenica 16 ottobre 2016
Viale delle Belle Arti 110, Roma • Domenica 23 ottobre 2016
ore 20:00 • ingresso libero


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Un primo disegno di fondazione della Scuola Rumena di Roma risale al 1914, ma la Grande Guerra impedì l'attuazione del progetto. Nel 1920, il Parlamento romeno approvò una legge – ispirata e promossa dallo storico Nicolae Iorga (1871-1940) e dall'archeologo Vasile Parvan (1882-1927) – che prevedeva la creazione delle accademie romene all'estero, la Scuola Rumena di Fontenay aux Roses, a Parigi, e la Scuola Rumena di Roma. L'8 luglio 1921 il Governatorato di Roma concesse alla Romania un terreno di circa 5.000 mq a Valle Giulia allo scopo di costruirvi «un edificio da destinarsi esclusivamente per l'Accademia Rumena di Storia, Archeologia e Belle Arti». La Scuola iniziò le sue attività il 1° novembre 1922, in una sede provvisoria in Via Emilio de' Cavalieri 11, con quattro membri, che salirono a dieci nel 1925. Per tutto il periodo dal 1922 al 1947, le sezioni della Scuola riguardarono l'archeologia, la storia, la filologia e le belle arti. Gli allievi della Scuola erano scelti tra i migliori laureati delle grandi università romene (Bucarest, Cluj, Iasi, Cernauti). Nel 1924 iniziarono le conferenze pubbliche all'Accademia di Romania: tra i conferenzieri Jérôme Carcopino, Émile Mâle, Giulio Quirino Giglioli, Adolfo Venturi, Cesare de Lollis, Vittorio Rossi, Ettore Pais, Roberto Paribeni. Il primo direttore della Scuola fu lo storico e archeologo Vasile Parvan. Fino al 1947 nell'incarico gli succedettero G.G. Mateescu (1927-1929), Emil Panaitescu (1929-1941) e Scarlat Lambrino (1941-1947). Nel 1923 uscì il primo annuario della Scuola (Ephemeris Dacoromana), che raccoglieva studi di storia, archeologia, storia dell'arte e dell'architettura, filologia classica e moderna (soprattutto romanza), storia della letteratura, dovuti ai membri della Scuola. Dal 1925 iniziò la pubblicazione del Diplomatarium Italicum, destinato a pubblicare i documenti degli archivi romani relativi alla storia e alla cultura romena. L'attuale sede, inaugurata nel gennaio 1933, fu costruita su progetto dell'architetto Petre Antonescu, con i fondi della Banca Nazionale Rumena. Nel 1947 le autorità romene decisero la chiusura dell'istituzione. Tra il 1947 e il 1969, l'Accademia di Romania rimase chiusa e il suo edificio cadde progressivamente in rovina. Nel 1967 iniziarono i lavori di restauro dell'edificio, che venne riaperto nel 1969, come Biblioteca Rumena a Roma. Nel 1990, dopo la Rivoluzione del 1989 e la caduta del regime, l'istituzione cambiò ancora una volta statuto, ridiventando Accademia di Romania. A parte le tradizionali attività di studio e ricerca, l'Accademia svolge un attività di promozione culturale, ospitando mostre d'arte, concerti, conferenze e spettacoli. Oggi, l'Accademia di Romania in Roma opera in base all'Accordo Culturale fra i governi romeno e italiano. La gestione dell'Accademia è affidata al Ministero romeno degli Affari Esteri, le sue attività sono coordinate dall'Accademia Nazionale Rumena e dal Ministero romeno dell'Educazione e della Ricerca (per lo studio e la ricerca) e dall'Istituto Culturale Rumeno (per la promozione culturale). L'Accademia accoglie giovani studiosi, vincitori di borse di studio a Roma e in Italia – in primo luogo i vincitori delle borse «Vasile Parvan» nell'ambito di un programma nazionale di borse di studio post-universitarie o post-dottorali – nonché altri studenti, ricercatori e studiosi di università e di istituti di ricerca romeni nei campi di studi indicati. L'Accademia di Romania svolge anche un ruolo di mediatore fra il mondo universitario e scientifico romeno e le università e altre istituzioni scientifiche e di ricerca presenti a Roma e in Italia, organizzando conferenze, convegni, seminari e incontri con studiosi italiani e di altre nazionalità.

Oratorio del Caravita

Via del Caravita 7A, Roma • Domenica 30 ottobre 2016
ore 21:00 • ingresso libero


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L'Oratorio di San Francesco Saverio, è una piccola chiesa di Roma, nel rione Pigna, situata in via del Caravita. È dedicato al grande apostolo delle Indie, Francesco Saverio, ubicato presso la Chiesa di Sant'Ignazio, ed edificato presso a poco nel medesimo luogo dove sorgeva l'antica chiesa di Sant'Antonio de Forbitoribus. È comunemente chiamato Oratorio del Caravita, dal nome del suo fondatore, il gesuita Piero Caravita, che lo fece costruire nel 1631. L'oratorio è a navata unica preceduta da un atrio. Vi sono conservate opere di Lazzaro Baldi, Sebastiano Conca e frammenti di affreschi di Baldassarre Peruzzi.
[ fonte: Wikipedia ]